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MASSOTERAPIA

La massoterapia è una medicina riabilitativa e preventiva. Per massaggiare si usa comunemente olio, crema, o talco, prodotti  selezionati in base alle finalità del trattamento e in relazione al tipo di cute da trattare. Un massaggio effettuato con sfioramento, frizione e pressioni leggere si trasforma quasi sempre in uno stato di rilassamento generale e di distensione psico–fisica. una seduta di massoterapia non è determinabile esattamente nella durata in quanto questa varia a secondo della zona da trattare, della patologia in atto, di come risponde il paziente, della sua sensibilità, della sua età e condizione generale. La determinazione del numero delle sedute e della durata del singolo trattamento sono sempre da programmare in base ai progressi ottenuti, anche se generalmente e per convenzione si fanno pacchetti di dieci incontri invitando il paziente a finire il ciclo anche se la sintomatologia è scomparsa, al fine di garantire un buon risultato duraturo. Se il paziente necessita di più di dieci sedute si interromperà il ciclo per una decina di giorni prima di iniziare il successivo. Il primo trattamento non sarà di lunga durata e neanche di grande intensità. La massoterapia ha una larga applicazione non solo nelle cure dei traumi e delle malattie, ma anche nella eliminazione della fatica, per aumentare le capacità di recupero e di lavoro degli atleti e per indurre rilassamento nelle persone tese e stressate.  Sulla cute il massaggio produce una riduzione dello strato corneo, una migliore vascolarizzazione e un miglior trofismo, migliora l’elasticità, aumenta le funzioni specifiche (secrezione sebacea), facilita la penetrazione di sostanze, produce una vasodilatazione di tipo attivo con conseguente arrossamento, migliora la sensibilità propriocettiva, dolorifica calorica. Sulla circolazione il massaggio ha un effetto prevalente sul circolo di ritorno, poco sui capillari. Sui vasi linfatici il massaggio ha un effetto favorevole. Migliorando la circolazione il cuore lavora meglio: aumenta la gittata per aumento del circolo di ritorno, diminuisce la frequenza e si abbassano le resistenze sia dei grossi vasi che dei capillari. Sul tessuto muscolare, il massaggio aumenta il trofismo e la capacità di recupero in quanto il muscolo essendo riccamente vascolarizzato ed innervato trae beneficio dalle stimolazioni meccaniche che ne migliorano il tono. Sul sistema nervoso il massaggio agisce soprattutto sul dolore con effetto sedativo; lo scorrere delle manovre in modo calmo e continuo, determina un effetto rilassante per azione diretta sui muscoli. L’effetto migliore del massaggio è quindi quello rilassante che ha effetto sedativo e cinestesico coinvolgendo l’aspetto psichico. Tale aspetto è in stretta dipendenza dal rapporto che si instaura col terapista e l’ambiente.
La massoterapia si può effettuare con tecniche di massaggio di vario tipo e, tra queste, si ricordano: Sfioramento – Sfregamento - Impastamento – Pressione – Percussione – Vibrazione.

SFIORAMENTO
Lo sfioramento è la manovra con cui si inizia e si conclude il trattamento. Consiste in uno scivolamento della mano sulla cute senza esercitare pressione. Ha funzione sedativa e prepara alle manovre più profonde.

SFREGAMENTO
Aumentando la pressione si ottiene lo sfregamento, che è la manovra più importante in quanto precede e segue ogni altra manovra.

FRIZIONE
Si distingue dallo sfioramento – sfregamento in quanto la mano mantiene costantemente il contatto con la cute e  agisce " frizionando" i piani superficiali e quelli profondi.

IMPASTAMENTO
L’impastamento è una manovra applicabile solo dove è presente massa muscolare. Tale tecnica consiste nel pinzare, sollevare e spostare trasversalmente il muscolo esercitando una pressione del pollice contro le altre dita della mano contrapposta. Si hanno due forme principali di impastamento: superficiale e profondo. Il pizzicottamento, è invece un tipo di impastamento che si esegue generalmente su piccole zone ed è praticato sollevando cute e sottocute fra il pollice, l’indice e le altre dita adeguando la presa alla superficie da trattare. Su zone estese, si usa di norma l’impastamento profondo, con il quale si esercita un’energica pressione sul tessuto muscolare da trattare.

PRESSIONE
Consiste in una pressione comprimente in senso perpendicolare alla cute del paziente. Si esegue con la mano che assume una forma diversa a seconda dell’estensione della ragione da massaggiare.  Segue il rilasciamento lento per la durata complessiva di pressione – depressione di 10 secondi effettuata sempre con gradualità e delicatezza. Si utilizza per facilitare il riassorbimento in caso di edemi e di deficit vascolari. Questa tecnica ha anche una azione riflessa secondaria di tipo sedativo e può essere applicata in caso di traumi recenti di tipo legamentoso in cui non vi sia versamento ematico.

PERCUSSIONE
Consiste in una serie di picchiettamenti rapidissimi e brevissimi eseguiti più o meno rapidamente e con intensità variabile usando le dita, il bordo della mano o le mani a coppetta. Gli effetti variano a secondo della forza usata: con i polpastrelli delle dita semiflesse si agisce in modo leggero e sedativo, con le mani a coppetta si crea un cuscinetto d’aria che rende più elastica la battitura e quindi più regolare e delicata, con la mano disposta a taglio e le dita rilassate si creano una serie di percussioni con effetto stimolante. In generale la percussione ne migliora la contrattilità e il metabolismo muscolare, migliora la vascolarizzazione muscolare ed è pertanto indicata in lesioni che hanno provocato ipotrofia. Vi è anche una azione stimolatrice sul sistema nervoso.

VIBRAZIONE
La vibrazione consiste nel trasmettere movimenti brevissimi e rapidissimi
 
IL MASSAGGIO

La parola “massaggio” si fa derivare generalmente dal greco “massein” che significa “impastare – maneggiare”; altri autori la fanno derivare dall’arabo “mass” equivalente a “maneggiare – toccare – palpare”; altri la fanno derivare dall’ebraico “machech” corrispondente a “tastare”.

A prescindere dall’etimologia di questo vocabolo, e considerandone invece il significato più preciso, si può affermare che con esso s’intende quel complesso di manipolazioni manuali praticate sulla

 

superficie di un organismo vivente, a scopo terapeutico, igienico-estetico e sportivo.

Il massaggio secondo alcuni autori sarebbe la forma curativa più semplice ed elementare. Tutto ciò nei giorni nostri ci porta a considerare tale definizione superficiale e priva di fondamento in quanto, alla luce delle nuove conoscenze nel campo dell’anestesiologia, della neurologia e della reflessologia in particolare, ci costringono a fare delle valutazioni più attente prima di trattare un paziente con il massaggio; sia classico che reflessogeno od orientale.

Si è concordi, invece, nell’affermare che il massaggio è il metodo di cura più antico che si conosca. Lo strofinare, il premere, il battere che comunemente si fa nelle parti indolenzite, non sono che manifestazioni primitive di quel complesso di manualità che fu poi nominato “massaggio”.

Attualmente possiamo affermare che, dopo un breve periodo d’ombra, la massoterapia è in continua evoluzione ed in pieno rilancio.

Nuove tecniche appaiono alla ribalta di diverse nazioni e sono stati svolti studi più intensi sulla fisiologia cutanea e sui rapporti cuto-viscerali.

 

BASI FISIOLOGICHE DEL MASSAGGIO

 

L’efficacia della massoterapia è stata convalidata da studi di numerosi autori sulla sua azione fisiologica, per cui è universalmente accettato un effetto diretto o meccanico che si esplica localmente sulla parte trattata. Consiste nel facilitare la circolazione sanguigna, linfatica ed umorale nelle regioni sottoposte al massaggio.

Inoltre è noto l’effetto indiretto o riflesso del massaggio che si manifesta ai vari apparati con marcate reazioni tramite il sistema nervoso vegetativo (deputato al controllo nervoso viscerale), la cui stimolazione determina effetti benefici sull’organismo.

 

 EFFETTI CALMANTI

Consideriamo l’effetto del massaggio sulla cute, la quale non costituisce soltanto un organo di protezione inerte per le strutture più profonde dell’organismo, ma, per le sue proprietà anatomiche e chimico-fisiche, un organo funzionale e reattivo. La semplice imposizione delle mani sulla cute, sia tenendole ferme, sia praticando un lieve massaggio, ha, a volte, sul sistema nervoso un’azione evidente: secondo i casi calma le persone eccitate e tese e rianima le persone depresse.

In condizioni normali la cute possiede, infatti, una notevole resistenza alla trazione ed alla pressione provocata da continui insulti esterni e mentre adempie a queste proprietà, alla funzione protettiva sui tessuti sottostanti, mediante lo strato di cellule più superficiali e più resistenti, risparmia le terminazioni sensitive di cui è abbondantemente provvista.

D’altra parte, è dalla stimolazione di queste papille vascolo-nervose che origina al contatto manuale durante il massaggio, la sensazione di benessere sempre più piacevole, man mano che ci si adatta alle manipolazioni.

 

EFFETTI STIMOLANTI

 I nostri organi, quando non sono sollecitati a funzionare, si intorpidiscono e si atrofizzano progressivamente.

Solo il lavoro li mantiene vitali. Considerando le cellule muscolari, esse possono mantenere la loro vitalità soltanto fornendo regolarmente forti e numerose contrazioni, poiché è con l’attività che esse assorbono tutti gli elementi trasformati che il sangue fornisce. Esse se ne servono in una certa quantità per il loro sviluppo, il resto lo trasformano, lo bruciano ed infine lo eliminano sotto forma di rifiuti.

All’interno delle cellule muscolari attive vi è dunque un flusso ininterrotto di materia viva, costantemente assorbita, trasformata ed eliminata.

Quando la cellula muscolare, funzionando in modo ridotto, assorbe e trasforma meno materiali, si addormenta e si atrofizza.

Se la sua inattività è ancora maggiore, ad esempio dopo la frattura di un osso, che richiede settimane di immobilità assoluta, si produce un ristagno dei liquidi negli spazi intercellulari determinando fenomeni di edema. Il massaggio impedisce la degenerazione fibrosa e l’atrofia poiché, impastando la massa muscolare, si rinnovano i liquidi interni, impedendo loro di ristagnare e di organizzarsi in tessuti di nuova formazione.

 

EFFETTI RIPOSANTI E DECONGESTIONANTI

 I muscoli funzionando in modo regolare eliminano, come abbiamo già detto, una grande quantità di rifiuti. Vi è dunque un momento in cui il liquido nutritivo è ricco di impurità  (metaboliti acidi ) nonostante l’eliminazione assicurata dagli organi di escrezione ( reni e ghiandole sudoripare ) e l’apporto incessante di nuove sostanze fornite dalla digestione.

Per continuare il loro lavoro, le cellule muscolari sono costrette ad attingere in un ambiente avvelenato. Non possono quindi funzionare con la stessa facilità e ciò determina in noi la stanchezza.

Come ovviare a questo inconveniente?

Possiamo aiutare l’escrezione delle sostanze tossiche: massaggiando gli spazi interstiziali e spingendo il sangue dalla periferia al centro.

La pressione esercitata dalle mani del massaggiatore, infatti, aumenta la “vis a tergo” dei vasi venosi e linfatici, determinando alternativamente un callabimento ed una dilatazione dei vasi: ne viene così potenziato lo scorrimento centripeto del sangue venoso e della linfa.

Ma l’azione meccanica si ripercuote anche sui capillari e sulle arteriole; aumenta l’ampiezza del loro lume e la portata circolatoria e rende pervi un maggior numero di piccoli vasi.

 

 EFFETTI NEUROTONICI

 Il sistema nervoso è incessantemente percorso da una corrente particolare o vibrazione nervosa che trae la sua origine dagli organi sensoriali; è una conseguenza delle impressioni che questi ricevono dagli oggetti esterni. La vibrazione corre lungo i nervi, si modifica nelle cellule dei centri nervosi, dove diventa sensazione, e ritorna all’esterno sotto forma di movimento.

Il più vasto campo sensoriale è costituito dal tatto. E’ la pelle che attraverso i corpuscoli tattili, riceve la maggior parte delle impressioni che poi saranno trasformate in sensazioni.

Col massaggio aumenta la stimolazione tattile dei corpuscoli e di conseguenza anche il numero di sensazioni ai centri nervosi che, trasformati e conservati, costituiscono una sorgente di attività sia fisica che psichica: è una specie di ricarica dei nostri accumulatori nervosi.

Questo fatto porta ad un segno di benessere e di vivacità dopo un massaggio generale ben fatto.

Riassumendo, gli effetti del massaggio manuale possono essere:

1-  Sul sistema circolatorio: fa diminuire congestione e stasi se presenti. Con la loro risoluzione si ha una facilitazione del circolo arterioso.

2-  Sul sistema nervoso: beneficio diretto con la circolazione, la nutrizione dei nervi periferici ed alla più rapida rigenerazione di elementi cellulari.

3-  Sul sistema muscolare: il massaggio agisce beneficamente soprattutto sui muscoli affaticati, ne allontana l’acido lattico e le altre sostanze della fatica, apporta una maggiore provvista di ossigeno, vincendo in tal modo l’esaurimento muscolare più velocemente di quanto potrebbe farlo il semplice riposo.

4-  Sugli apparati e sul ricambio: il massaggio esplica utili effetti sulle grandi funzioni di digestione, respirazione, sul ricambio organico.

E’ nota l’azione sedativa sui crampi addominali se praticato dolcemente; possiede anche un’azione importante sulla diuresi (o in modo diretto o in modo riflesso).